Per sgranchirci un po': editing, questo sconosciuto?

3/20/2018 servizi editoriali

Che sarà mai? Proviamo a conoscerlo da vicino...

Che cosa vuol dire, esattamente, fare l'editing di un testo?


Possiamo intendere tre cose, tutte ugualmente utili, anche se si tratta di interventi in parte differenti tra loro. Qualche volta, può essere necessario applicarli contemporaneamente. Dipende, dal testo su cui stiamo lavorando.

1. Editing sostanziale. Agisce sulla struttura del testo, prevede che si sistemino le frasi, si 'asciughi' qua e là, si muovano blocchi di testo, si aggiungano o si eliminino dettagli. Si tratta di un lavoro molto impegnativo e complesso, che richiede tempo, pazienza, equilibrio e una conoscenza dello scritto in toto (e naturalmente dello stile dell'autore).

2. Editing formale. Agisce sulla grammatica. Se elimina frasi o singoli termini è perché 'non suonano' oppure ci sono ripetizioni eccessive e ridondanti. Cura l'uso che viene fatto delle parole e, rubando un po' di lavoro alla correzione bozze, fa caso anche agli errori di ortografia. Significa spulciare il testo riga per riga, parola per parola, di fatto. È un lavoro puntuale, chirurgico. Opera dei cambiamenti, ma non nella sostanza di quanto è scritto.

3. Correzione bozze o proofreading. È l'ultima lettura, quella che va a caccia di refusi, errori di ortografia che dovessero essere sfuggiti, punteggiatura errata o mancante.

Servono tutti e tre. Magari in tempi diversi. Ma è importante che tutte le fasi abbiano un proprio spazio e ruolo, se volete essere un buon editor e fare un buon lavoro.