Il test della frase isolata.

5/18/2018 L'arte di scrivere

Un test interessante, da fare su un libro che ci piace e poi sui nostri lavori, per coglierne la voce...

Proviamo ad aprire un libro a caso. Leggiamo una frase, la prima che ci capita sotto gli occhi.

Riusciamo a sentire la voce dell’autore? Ci evoca un’emozione? Ci fa venire voglia di saperne di più?

Ora facciamo lo stesso con il nostro manoscritto, con il nostro lavoro. Come ci sembra?

In ogni buon libro, ogni frase, ogni parola ha un suo peso. È un punto di partenza per un percorso meraviglioso.

Quindi, è importante saper scegliere parole ad hoc (non la prima che ci salta in mente, ma proprio quella, esattamente quella che esprime nella maniera più precisa possibile quel che vogliamo trasmettere). E poi inanellarle in frasi altrettanto perfette, musicali, attraenti.

Ma non dobbiamo spaventarci. Non è così terribile come appare. Il fattore principale che contribuisce alla riuscita di una buona frase è proprio la voce dello scrittore.
Una voce decisa, forte, vincente significa che ogni parola è ponderata, consapevole. Flussi logici. Niente di superfluo, inutile (nemmeno se ci dipinge un’immagine bellissima ma affatto funzionale alla nostra narrazione). Contenuti interessanti, coerenti con quel che stiamo raccontando.

Il test della frase isolata funziona. Prendiamo un libro che ci piace davvero, apriamo una pagina a caso e leggiamo. La frase dovrebbe star bene anche da sola. Essere perfettamente ‘parlante’.

Certo, potremmo non comprendere esattamente di cosa si stia parlando, non conosceremo i dettagli, tuttavia non ci sentiremo  confusi. Non avremo la sensazione che sia qualcosa di spezzato, frammentato, vagante. Sarà grammaticalmente comprensibile. Sarà un dettaglio in una trama complessa, come il filo d’intreccio di un tessuto, che a guardarlo nel suo insieme ci disegna davanti agli occhi una decorazione splendida. Sarà rilevante. Ci darà una direzione nel cammino, ci permetterà di proseguire, se lo vogliamo. Ci consegnerà un’immagine, ci susciterà un’emozione (magari disturbante, magari negativa, ma sarà emozione!). Racconterà un fatto, svelerà parte della trama. Ci farà fermare a pensare o ci farà venire voglia di leggere ancora e ancora…

In un lavoro ben scritto, potremo avere idea di quello di cui il libro tratta, anche da una singola frase. Ne coglieremo l’atmosfera, le suggestioni.

Se ci pensate, è esattamente quel che facciamo quando, in libreria, attratti da un qualsiasi particolare, ci mettiamo a sfogliare un libro, ne assaggiamo il contenuto, per capire se è quello che fa per noi, quel che stiamo cercando. Lo capiamo subito, se ci piace quello stile, quella voce.

E quindi possiamo fare lo stesso con il nostro manoscritto.

Lo supera, il test della frase isolata?

Sì? Fantastico! Avete già trovato la vostra voce. Ha già una sua forza, un suo canto.

No? Allora bisogna ancora sistemare qualcosa.

La soluzione, come spesso accade è leggere. Leggere molto. Libri, manoscritti altrui e propri. Soppesare le parole, misurare la forza delle frasi, domandarsi se davvero non ci sia un modo migliore per scrivere quel che vogliamo dire.
Quando un periodo ci colpisce, chiediamoci il perché. Cosa ha creato in noi attrazione, fascino, cosa ci ha chiamati?
Quando uno scritto non ci piace, è ancora meglio: sarà in grado di insegnarci con più determinazione che cosa non funziona, in quali errori non dobbiamo cadere.

Abituiamoci a leggere con profondità.
Per scrivere non solo con passione, ma anche con tecnica e competenza.