Rinfrescare la nostra scrittura.

5/16/2018 L'arte di scrivere

Qualche trucco se quel che scriviamo ci sembra poco incisivo

Capita. Ogni tanto quel che scriviamo ci sembra poco incisivo, come svuotato di energia.
Insomma, non piace a noi in primis e, dunque, come potrebbe piacere ai nostri lettori?

E allora che fare per rivitalizzare un po' il nostro scrivere, per dargli una svegliata?

Proviamo a vedere qualche trucco:

1. ANDIAMO AL SODO.

Sì, in questo caso si può. Anzi si deve. E nessuno ci troverà poco romantici, garantito. Mai come oggi andare dritti al punto, al cuore dell’informazione, è un pregio non da poco. Dunque, se avete l’impressione che ci state girando intorno, che ci state mettendo troppo ad arrivare lì dove volete arrivare... beh probabilmente il vostro lettore penserà lo stesso. E non va per niente bene. Se nella narrativa spesso siamo abituati a raccontare in ordine cronologico (inizio sviluppo e fine) - ma anche qui vale la pena ragionare su plot che ribaltano un po' le cose - lo stesso quasi mai vale ad esempio per un articolo o per il post di un blog. Lì bisogna essere incisivi. Andiamo diretti alla meta, al cuore del nostro messaggio, a quel che vogliamo dire, insomma. Risparmieremo tutti tempo (chi scrive e chi legge) ed eviteremo di risultare noiosi.

2. SE LO SAPESSE IL MIO PROF!

Anche in questo caso, niente sensi di colpa. Dobbiamo sapere che spesso una buona scrittura infrange le regole grammaticali. Sì, proprio loro, quelle che con tanta fatica abbiamo imparato sui libri.
Ecco, alle volte, se ne facciamo un uso troppo austero e ingessato nelle nostre narrazioni, potrebbero risultare pesanti per i lettori.
Certo ricordiamoci anche che per poterci prendere il lusso di rivoluzionare qualcosa, prima dobbiamo averne una piena e solida conoscenza. Quindi l’analfabetismo di ritorno non vale, per intenderci.
Allora azzardiamo. A iniziare una frase con una proposizione o spezzare un periodo, così da renderlo sincopato. Ricordandoci che la parola d’ordine è sempre una: consapevolezza.

3. VARIAMO LA STRUTTURA e la LUNGHEZZA DELLE FRASI.

Facciamo sì che chi ci legge lo faccia con fluidità, quasi fosse coinvolto in una danza. Accelerazioni, poi un rallentamento, un balzo in avanti, una pausa più lunga, e poi un susseguirsi di brevi e frequenti passi.
Come farlo?
Ad esempio variando il modo in cui la frase comincia. Non serve che l’ordine sia sempre soggetto e verbo. Se facciamo così per tutte le frasi, che magari hanno anche più o meno la stessa lunghezza, forse siamo perfetti come scrittori per l’infanzia. Ma se non era quello che avevamo in mente…
O ancora, le frasi brevi sono più empatiche.
E se vogliamo mettere il fuoco su una informazione in particolare, posizionarla alla fine della frase potrebbe darle più forza. Oppure un periodo breve, solo per lei. Come se stessimo dicendo al lettore “hei, guarda qui!”